ESSERE SOLI COME UN CANE
Il cane che vi osserva continuamente coi suoi occhioni grandi, fissando tutti i vostri movimenti con un costante controllo, anche se sembra appisolato, perché nell'attimo in cui voi vi alzate dalla sedia, pure lui si alza, scodinzola la coda e gira il muso di lato con uno sguardo interrogativo, a un vostro primo passo, vi segue come un'ombra. Il cane gioisce per una vostra carezza, aspetta con pazienza che gli riempiate la ciotola di cibo, se qualcuno che vi fa visita alza la voce contro di voi, comincia a mostrare i denti e a ringhiare, pronto a dare la sua vita per difendervi, è fedele, ma non ha lo spirito né l’immagine di Dio.
Lo spirito è ciò che ci distingue dal cane.
Lo spirito da all'uomo molti doni, che ha il cane non ha, a lui è stato dato l’istinto.
Michelangelo quando scolpì la statua del Mosè, disse martellandogli il ginocchio: "perché non parli?". Molto di più succede a chi ha un cane che guardandolo gli dice: "a te manca solo la parola".
Il marmo di Michelangelo rimase di pietra non parlò, salendo di livello, dopo il marmo troviamo il cane, che esprime con lo sguardo, con la coda e con sommessi guaiti, affetto al padrone, lo fa anche quando questi è un cattivo padrone e gli rifila un calcio, lui scodinzola e lo guarda e non considera lo sgarbo, tuttavia pure lui non possiede l'immagine di Dio.
Il cane se lo sgridi, si offende, mette la coda tra le zampe e va ad accucciarsi nascondendosi sotto la sedia, pur apprezzando tutte le sue qualità, tutti riconoscono che è solo un cane.
Questo comportamento dimostra che il cane prova emozioni, ma la sua vita finisce con la morte, ritorna al suolo, in lui non c'è nessun spirito che ritorna a Dio.
Questa è la differenza tra l'uomo e il cane, lo Spirito che Dio da all'uomo nel momento del suo concepimento e che con la sua morte ritorna a Dio.
‘C’è il detto: è solo come un Cane ’.
Vi illustro la scena di questo detto: immaginatevi un cane legato a una catena di un metro e mezzo, contro un muro, sotto il sole d'estate 🌞 oppure d'inverno mentre cammina sopra la neve, alcuni cani sono di pelo corto e d’inverno hanno la tremarella per tre mesi. Col suo perenne andirivieni il cane delimita i confini del suo agire con un solco scavato nel terreno d'argilla a raggio di catena, sovente si vedono cadere le lacrime a questo cane, perché sta piangendo.
Se femmina nel periodo del suo estro attira i maschi randagi che occasionalmente passano di li, per poi partorire quattro bei cuccioli paffutelli, che pulisce con le sue larghe leccate davanti e dietro per liberarli dai parassiti, mentre li nutre col suo latte, ogni giorno la cagna diventa più costoluta mostrando il suo torace a corde di chitarra.
È una cagna con la gioia dei cuccioli che dovrà allattare, se maschio sarà sempre solo.
La sua è una vita da cani, utile al padrone per la guardia che fa.
Dire a qualcuno che passa la sua vita ‘solo come un cane ’, è una frase che sovente si pronuncia con disprezzo senza pietà, non pensando che il povero cane, se non abbaiasse verrebbe anche bastonato.
Viceversa, il cane da appartamento quello che fa da compagnia, profumato, igienizzato, si trova in paradiso sul giaciglio col materasso in piume, la ciotola in ceramica con su scritto il suo nome dipinto a mano, piena di abbondante cibo scelto, portato sovente a spasso nel viale con guinzaglio allungabile a 10 metri, cappotto di lana d'inverno e scarpine d'estate e tanti abbracci di affetto della padrona con baci sulla bocca, biscottini, bagni e pettinatura del pelo col fon. Questo cane si sente un re nel suo palazzo rivestito d'oro servito e riverito. Questa è tutta un'altra vita del cane da pagliaio.
Di suo il cane offre compagnia e buon umore e fedeltà.
Quando muore, anche se alcuni per affetto lo fanno seppellire in un cimitero per cani con tanto di lapide, non sarà mai risuscitato perché non possiede lo spirito né l'immagine di Dio:
Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza. Abbia autorità su ogni animale che si muove sulla terra”. E Dio creò l’uomo a sua immagine. Genesi 1:26
"Verserò il mio spirito su ogni tipo di persona (non gli animali)". Gioele 2:28
L'uomo saggio che riconosce di avere lo spirito e l'immagine di Dio ne fa tesoro.
Chi vivrà vedrà.
Endiab

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