LE CARCERI D'ORO SONO INVITANTI
Molti disagiati, si trovano meglio in carcere dove hanno tutto, mentre fuori non sanno come fare per vivere.
Alcune carceri italiane sono così confortevoli che alcuni delinquono per entrarci e migliorarsi la vita, essendo serviti e vivendo tipo i sceicchi , mangiare a volontà, dormire al sicuro e senza disturbi, al caldo, coi vestiti sterilizzati e nuovi, avendo pure le guardie del corpo come se fossero personaggi famosi, sale lettura e altri passatempi, e pure le cure mediche hanno la precedenza e di qualità accurate.
Il migliore è: il carcere di Bollate, a Milano, è stato aperto nel 2000 ed è considerato uno dei più all'avanguardia in Italia per le sue strutture, i suoi servizi e l'importanza data al reinserimento dei detenuti nella società una volta scontata la pena.
Li dentro vengono pure istruiti ed addestrati dai più esperti per migliorare le loro tecniche delittuose, una volta fuori.
È per questo che una volta all'anno viene fatto il condono o meglio l'amnistia, per liberarle dagli approfittatori.
Non tutti però sono recidivi, alcuni si pentono e si redimono veramente, con questi va usato il perdono.
Alcuni sono in prigione anche se sono innocenti, come per esempio gli obbiettori di coscienza, che non vogliono imparare a usare le armi, come i testimoni di Geova.
Sembra che solo alcuni extracomunitari informatissimi sui loro diritti siano serviti meglio, con maggior cura. L'istituto che li ha in carica per il loro reinserimento, fornisce loro i profilattici, e per alcuni casi estremi anche il tabacco, cannabis, e soldi. Ma il vantaggio più grande, sta nei sentimenti, mentre per il carcerato c'è indifferenza, per l'extracomunitario gli si mostra l'affetto, perché non ha a che fare con le guardie, ma con uomini e donne che fanno volontariato.
Essere altruisti e considerare il prossimo in modo amorevole e giusto, ma essere allocchi e presi in giro dall'opportunista che fa gli occhi grandi e umidi per ottenere di più, ci sminuisce tutti.
È vero che Gesù disse di amare il prossimo, ma diede un limite dicendo, 'come te stesso, non di più':
Il secondo, simile a questo, è: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso’. Matteo 22:39
Questo significa che tutti si devono guadagnare la pagnotta di pane, l'apostolo Paolo che era uno sveglio, aveva il concetto chiaro e lo espresse dicendo:
Infatti, quando eravamo con voi, vi davamo questo comando: “Chi non vuole lavorare neppure mangi”. Ora, sentiamo che alcuni fra voi si comportano disordinatamente: non lavorano affatto. A questi ordiniamo e raccomandiamo di lavorare quietamente e di mangiare il cibo che si guadagnano. 2 Tessalonicesi 3:10
La cosa migliore è sempre quella giusta, cioè risarcire al meglio il danno provocato, chi ruba o rompe deve ripagare colui al quale gli ha provocato danno. L'unico modo di risarcire la vittima, è facendo fare al doloso, nel limite del possibile, un lavoro utile e se necessario anche pesante; non dico quello di spaccare delle pietre inutilmente, ma un lavoro appropriato e decoroso.
È risaputo e dimostrato che l'inattività è padre dei vizi, questo vale anche per i carcerati, che tenendo le mani in mano peggiorano in tutti i sensi, se ne escono con meno virtù e maggiori vizi.
Questo principio del darsi da fare, necessario per evitare l'ozio, vale anche per gli immigrati clandestini.
Non costruiranno perché qualcun altro abiti e non pianteranno perché qualcun altro mangi, ma godranno pienamente il frutto del loro lavoro. Isaia 65:22
Lo stato non deve dimenticare che il lavoro nobilita, e gli incentivi premiano e stimolando il fare.
Sarà bellissimo il giorno in cui tutti correremo nei prati fioriti ammirando le farfalle.
Chi vivrà vedrà
Amen = Cosi-sia
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